— Vedrai che Golfo Mistico ti faccio!

E quando qualcuno tentava di prenderlo in giro un pochino, con questo Golfo Mistico egli, che era sicuro di compire un'opera posteritaria, come diceva lui, e cioè tale da passare alla posterità più remota, rispondeva invariabilmente con una sua frase che tagliava corto a tutto:

Sì, mo fallo te!

E siccome nessuno pensava a rubargli l'iniziativa, aveva sempre ragione.

Aveva tappezzato tutte le città della Romagna con enormi manifesti rossi nei quali era scritto a caratteri cubitali:

PROSSIMAMENTE
SPADARELLA!!

e, più sotto, in caratteri più modesti:

La quale debutterà al tempo
della Grande Lotteria
dei quattro bovi
e delle sette vitelle!

E non faceva che parlare di Spadarella e della Lotteria che sarebbe stata, secondo lui, una cosa magnetica e fracassona. E a chi gli faceva osservare come non fosse precisamente il colmo della gentilezza per Spadarella, l'abbinarla così coi bovi e con le vitelle, rispondeva:

— Bella roba!... Io lo faccio per il pubblico che non capisce niente. Anzi la gentaccia farà più festa a Spadarella se ci vede sotto quattro bovi e sette vitelle. Che cosa vuoi parlare dell'arte!... Mo valà!... L'arte non si sporca mica se ci metti vicino un po' di roba da mangiare!... Fa la prova di cantare, te, senza andare a pranzo!