Però, in un impeto d'ira, si alzò e mandò all'aria il pesantissimo tavolo con tutto quanto vi era sopra.

Giusto in quel punto si aprì la porta e comparve Rigaglia il quale, non appena ebbe veduto la rovina e la faccia del suo degno padrone, non attese nè un cenno nè una parola; ma, voltate le spalle, ritornò sui suoi passi quanto più rapidamente gli fu possibile...

E il Cavalier ebbe un bel suonare il campanello; l'onesto Rigaglia non riapparve.

Già Mostardo si disponeva ad andarne alla ricerca, quando qualcuno bussò all'uscio.

Comparvero il Trancia e Giovannone.

— Giusto voi!... — esclamò Mostardo. — Capitate a proposito.


Ma la Spingarda era ritornata; ma la marchesa Alerama era nel suo palazzo nella Città del Capricorno; ma tutto filava sul più dolce vento della più soave primavera.

Evitata ogni complicazione da questo lato, il Trancia e Giovannone avevano una nota di spese da presentare.

— Avanti. Vediamo.