— Adesso vado dalla marchesa, — riprese Mostarde. — Ritornate domani chè faremo i conti.
— Va bene.
I due se ne andarono come erano venuti e Mostardo incominciò a passeggiar per la stanza.
Ahi, affanno grandenissimo! L'amore e il dolore, in una stessa tresca confusi, gli inceppavano il passo. Eppure come si era tolto da altri e ben più gravi impacci, da quello doveva togliersi, prendendolo di fronte, alla brava, col suo più spedito intendimento.
Così, senza por tempo in mezzo, incominciò ad agghindarsi, nel risoluto proposito di apparire signore in mezzo ai signori.
Come fu bello e strigliato chiamò Rigaglia il quale apparve in aspetto da mugnaio, tutto pien di farina dalla faccia alle scarpe.
— Che cosa facevi?
— Versavo la farina nel cassone.
— Vai a vestirti.