— Sì.

— Ma è vostro!

— Te lo regalo.

— Forse... mi sarà grande!

Il dubbio era logico.

— Be', se ti è largo te lo accomodi con degli spilli; ma bisogna tu lo infili subito. E fa presto perchè devi venire con me.

Rigaglia rispose:

— Va bene! — e se ne andò.

Nell'attesa il Cavalier Mostardo discese nel cortile. Incominciò a passeggiare in lungo e in largo.

Egli calcolava di raccogliere, quel giorno la gratitudine della marchesa e di riconquistare le sfumate preferenze del suo napoleonico tesoro. Una volta riassestatosi nel convincimento d'amore e dissipati i dubbi struggenti, avrebbe poi pensato a Don Palotta e compagni traendoli a quella luminosa vendetta ch'egli già meditava.