— E perchè?
— Perchè dice che si è guadagnato il diritto di rimanere.
— Ma è pazzo!...
Ora convien notare come tanto il conte Lanfranco quanto il marchese Leone fossero vecchi; il primo aveva infatti settant'anni ed il secondo sessanta, senzadichè non avrebbero potuto, così impunemente, sfidar le ire del Cavalier Mostardo il quale, deciso ormai di affrontare la situazione fino alla fine e postosi a guardia del suo orgoglio ferito, sciolse la scabra situazione con una improvvisa trovata.
Si inchinò infatti, per essere sempre signore, e con risoluto garbo, parlò e disse:
— Loro pensino o facciano quello che vogliono; io intanto vado da queste signore!
Pronunziate le quali ultime parole si diresse alla vietata stanza. Ma l'inviperito conte d'Elmici ancora tentò di non essere sopraffatto e, fidando sull'autorevole imperio della sua vecchiaia, si pose fra Mostardo e la porta.
— Lei non passerà di qui!
— Per Bios!... — e Mostardo serrò le quadrate mascelle.
— Le impongo di uscire da questa casa!