Tutti gli occhi si rivolsero alla porta sulla quale era apparso e ristava immobilmente il colosso.
E trovarsi così, all'impensata fra quella elegantissima accolta di signore e signorine non valse certo a dare al nostro eroe l'assoluta padronanza di sè stesso; nè il sentirsi osservato con tanta intensità, giovò a elargirgli una grande disinvoltura. Non era quello il campo delle sue vittorie, ed egli, dopo tutto, benchè aspirasse alle maggiori raffinatezze dell'aristocrazia, finiva per non sentirsi l'anima e il costume di un perfetto uomo di mondo; ma ormai era entrato e non poteva pensare a ritirarsi; e qualcosa doveva ben fare o dire.
E, per far qualcosa, si inchinò e disse:
— Scusino queste signore se mi presento così!
Nessuno rispose; nessuno si levò per andare ad incontrarlo non fu rotto il silenzio glaciale che l'aveva accolto.
— Dovrei dire due parole sole alla signora marchesa...
Ma la signora marchesa lo guardava senza rispondere.
— ... due sole parole per un fatto che la riguarda...
E, a tal punto levò gli occhi e vide, in fondo, una faccia che ghignava.
Era Don Palotta, il nemico, la causa prima del suo recente discredito.