Eppure la signora marchesa conosceva il Cavalier Mostardo!... Sapeva che Mostardo promette e mantiene; che il giorno in cui ha detto: — Ci penso io!... — ... quando ha detto questo, non muta più, e va sempre dritto anche a costo di aver contro tutti, di doverci rimettere tutto.
Signori, la vostra pelle voi la coltivate nel giardino degli aranci ne fate una cosa egregia e profumata; Signori, voi montate la guardia alla vostra pelle ed avete una grandissima paura che ve la tocchino e, a chi ve la chiedesse per favore, rispondereste buttandolo fuori della porta.
Ebbene, ho fatto questo, io?... Ho data la mia parola e l'ho mantenuta; ho presa questa mia vita cane e l'ho messa a guardia di un interesse aristocratico, senza badarci, per una, diciamolo pure, generosa indifferenza.
Io sono stato a guardia delle vostre aie, Signori del blasone; ho difeso il vostro sangue blu; ho attaccato i rossi e li ho battuti fuori dalle vostre terre: ho difesa la vostra proprietà, benchè sappia benissimo come sia un furto!... MA ANCHE LA VITA È UN FURTO!... Sì, o Signori!... Ed è proprio inutile ridere. Anche la vita è un furto quando si attacca alla rovere, come l'edera e vuole ammazzare la rovere per aver tutto lei.
Noi chiamiamo e' rèll, il rillo o l'edero, se così puol dirsi, l'albero che non ha più un ramo libero, neppure un millimetro libero perchè l'edera, lo ha coperto tutto quanto. E quest'albero par sempre verde, sempre con le sue foglie verdissime fino alla cima cima... ma non è vero!... L'albero è morto! È tutta muffa e formiche e stabbio e cenere. L'edera è la sua maschera vigliacca: l'edera che lo ha ammazzato. Tutto quanto quel verde che brilla, nasconde un cadavere. L'edera si stringe al suo morto perchè ne ha bisogno: perchè il giorno in cui questo povero morto dovesse schiantarsi trascinerebbe con sè la sua assassina e tutto sarebbe finito... come finisce quando cominciano gli ordini, verso novembre, e vi pescan le anguille a Comacchio. Allora, una notte, arriva la bora e fa giustizia di tutto, e fracassa tutto... e la vigliaccheria è finita come è vero Dio!...
Non so se mi sono spiegato, signori.
Io intendevo dire, arrivando qui: — Core per core!... — E cioè: la mano nella mano... guardiamoci bene in faccia e amici per la vita. Voi, Signori dal nobile sangue, mi avete ricevuto come si riceve il cane rognoso.
Vi siete vergognati di me e sta bene. Verrà anche il giorno in cui io dirò di non conoscervi e allora guai a voi!... Voi non entrerete nella nostra casa come io sono entrato qui, nonostante tutto.
Ho finito. Signora marchesa, non ho più niente da dirle. Ora me ne vado perchè mi fa comodo di andarmene.
E al clero, a quel falsario di Dio che mi guarda da quel cantone ed è tranquillo perchè si sente al sicuro fra queste nobili sottane dirò che mostri bene oggi la sua faccia alle sue pecorelle: che la mostri bene oggi e che tutti la guardino e se la ricordino perchè, domani... sì, domani io glie l'avrò cambiata quella sua faccia da tamburiere!... E questo è vero come è vero che ti vedo!... E stendo la mano... e te lo giuro sulla Croce di Dio!...