Poi un qualsiasi Balilla lanciò il primo pomodoro. E fu la festa dei legumi e delle ortaglie. Le vetture furono prese di assalto: le povere spose portate in trionfo dall'ebbra moltitudine, torno torno la Piazza.


Ma Spadarella non sentiva niente; non sapeva niente. Viveva solo del suo amore che le bastava ad amar la vita.

Ad ogni crepuscolo diceva a Spina Rosa:

— Spina Rosa, scendo in giardino.

Girolamo e Stefano l'aspettavano per darle la buonasera, prima di ritornarsene alle loro piccole case dietro le mura.

Una volta, al suono di un Avemaria, chinarono il capo e tacquero assorti mentalmente nella loro preghiera.

Anche Spadarella pregò. In mezzo al giardino, queste tre creature levarono l'anima a Dio, chiamate da un accenno di campana nell'aria della sera; ricondotte al mistero immanente dall'effimera contingenza del loro terreno esilio. Affondarono nell'eterno, lontanando con le stelle del profondo.

E fu un grande silenzio.

Ma ad un tratto scoppiò il fragore di una fanfara: lacerò l'aria violentemente: si impadronì di quell'angolo di mondo con prepotente volgarità.