Nessuno gli rispose. Attese un poco, poi, contro il suo solito, non dette in escandescenze improvvise, ma si alzò e si accostò alla finestra che dava sul cortile.
In mezzo al cortile era Rigaglia che arringava la sua tribù lanosa e irsuta.
— ... perchè l'ingiustissia socialle l'è il frutto della borghesia. I nostri bambini, le nostre mogli, i nostri vecchi padri muoiono dalla fame per ingrassare i patroni, i vigliacchi borghesi. L'è l'ora di finirla. Su fratelli... su compagni!... La «fitta schiera» sarà la nostra bandiera!... Perchè,
— Il libro del perchè sta sotto il culo al Papa!
Rigaglia boccheggiò e alzò la faccia smarrita.
— Dico a te, Patatùchi!...
Rigaglia non rifiatò. Aveva visto il fiero cipiglio di Mostardo.
— Su, vieni di sopra!
Non si mosse.
— Con chi dico?... Vuoi che venga a prenderti per il colletto?