— Sì.

— Ma fa presto. Corri.

Rigaglia benchè a contraggenio, partì correndo. Il Cavalier Mostardo uscì a passeggiare nel cortile.

Non poteva attendere in pace.

Quel giorno il gallo Francesco era libero per il cortile e pareva ne fosse padrone. Il Cavaliere se lo trovò fra i piedi tre o quattro volte. Finì per sistemargli un calcio nella coda.


Rigaglia non ritornava e la sera era prossima.

Se il marchese e Ninon Fauvétte erano partiti per la campagna, addio!... Il delitto era consumato!

Perchè Jusafîn e Plèdga avrebbero mirato giusto, e un colpo poteva toccare anche a Mignon.

Quest'ultima possibilità, che ancora non gli era balenata, gli fece insopportabile l'attesa.