— Per Bios!...
E poi bisognava fare adagio adagio adagio, perchè quelle maledette canne pareva avessero le sottane di seta, tanto frusciavano; e, a muoverne una, si muovevano in cento come se tremasser tutte quante per la paura, o volessero far la spia le assassine!
Allora cercò i piccoli scoli che i contadini hanno cura di tracciare quando piantano un canneto, e si mise per quelli. Procedette curvo, quasi gattoni. Le canne, parlarono meno. A quando a quando si fermò ad ascoltare ma non sentiva niente.
Sentiva solo il verso del chiù, come nella notte che l'aveva condotto all'amore. Quanto lontana!... E gli spasimava in cuore una pena di morirne.
Perchè non essere come gli uomini che sanno distrarsi a scacciare i ricordi che ammalano?... Perchè vi sono certi ricordi malati che riducon la vita a una tristezza nera. E, certuni, non sanno distaccarsene mai più.
Ora cantava il chiù, frusciavan le canne ed egli non poteva scoprire i manigoldi in agguato.
Ma, di un subito, sostò e si disse:
— Eccoli!
Aveva veduto infatti muoversi un'ombra. Eran loro! Si acquattò, trattenne il fiato, procedette pian piano, nell'atto di puntar la schioppa e far fuoco. Non vedeva bene di che si trattasse, ma non voleva accostarsi troppo. Era necessario agir di sorpresa. Quando gli parve di trovarsi alla distanza opportuna inspallò lo schioppo gridando:
— Ferma o ti sparo!