— Ah, no... no... no!...
Si alzava; gli mancava il respiro; incominciava un furioso andare e venire da un muro all'altro della stanza.
— Perchè io... per gettare il mio cuore sotto le ruote della tua carrozza, Mignon... io, per gettare il mio cuore sotto le ruote della tua carrozza... e per questo, solo per questo avrei da avere in cambio tanta maledizione?... Io, Mignon? Io?...
E si portava le mani alla testa; e si scompigliava i capelli; e gridava le sue bestemmie al soffitto, ruggendo per la impossibilità che gli chiudeva le strade, tutte le strade e la vita.
Talvolta si fermava; gli occhi fissi nell'ombra e due grandi lucciconi gli tremavano fra le ciglia.
— Perchè? Perchè? Perchè?...
Non gli poteva rispondere che il suo cuore, e il suo povero cuore era deserto. Ogni più cara immagine ne era esultata e non serbava una sola parola che fosse di consolazione. E neppure poteva in qualche modo reagire; anzi, di ora in ora si aspettava il peggio. Tutto era rovina e precipizio.
Aveva sempre innanzi agli occhi il volto livido di Mignon e il suo gesto di spavento quando l'aveva veduto correre verso la vettura.
Dunque ella pensava davvero ch'egli fosse l'assassino? Era possibile una cosa tanto mostruosa? Era possibile, sì, anzi certissima.
— Per Dio, mi ammazzo!