Ora la disperazione gli parlava seriamente e l'idea di andarsene all'altro mondo non era tale da scivolar via senza lasciar traccia nessuna.

— No, mi ammazzo!... Voglio ammazzarmi!...

E incominciò col darsi cinque o sei pugni in testa. Poi si fermò a guardare il cielo. Ed era la sera. La sera pallida si affacciava sopra alle gronde con la sua malinconia e una stella. Anche l'ora gli parve propizia. I primi giorni di autunno muoion così, fra boschi e colline; e il silenzio li prende per mano. Quando appaiono le prime stelle si aprono le strade per le anime sconsolate: le strade eterne.

Era stanco di tutto; aveva nausea di tutto.

— Basta basta basta!

Si accostò alla finestra. C'era il bel campanile col suo cono rossigno, alto alto nei cieli. E le rondini stridevano ancora.

— Addio!

Che avrebbe detto Spadarella? Che avrebbe fatto Spadarella sua? Quanto avrebbe pianto?

E poi... e poi.. chi muore giace e chi vive si dà pace! Sarebbero ritornati i serenanti giorni della gran gioia anche per Spadarella... e senza lo zio Giovanni. Tanto lo zio Giovanni, volere o volare, doveva morire prima della sua bambina. Fosse stato fra trenta anni come quella stessa sera, la cosa non mutava gran che. La precedenza toccava a lui; era la legge... dunque?... Doveva ben scriverle qualcosa però... almeno salutarla. Sì, salutarla!

— Addio, Spadarella. Il tuo povero zio non ne può più e va via. Non importa mica che tu pianga troppo... perchè...