E le piccole strade sono fra il bacio dei campi, in quel di Romagna; e hanno due verdi gale lungo i fossatelli e anche un sentiero.

Perdervisi!...

C'è sempre l'ombra di un vecchio quercione e un casolare antico. Piane e tranquille, sono. Il paradiso dei cavalli stanchi. Vanno e si volgono, si aprono su quietudini di aie solitarie, si affratellano alle viottole senza ghiaie con due solchi di ruote fra l'erba. Vi passano i secoli come poveri col sacco del pane... e qualche cane abbaia. Anche certi canti di uccelli che non s'odono altrove... Anche certi richiami che s'udiron da bimbi, senza saper chi cantasse ma solo la chiarità. Forse la malinconia della terra... Forse il fervore della terra con la malinconia del cielo!... E dietro le canape, fra gli olmi... il lamento degli uccelli che non s'odono altrove.

Lo spirito dei morti è là, nei campi orientati al meriggio, in tutta la terra foggiata secondo un pensiero, e in quel libro dell'uomo e della solitudine.

Sei solo e con tutti. Ciò che è vita e tragedia è pace. E il Tempio delle tue genti è di fronte a te, sconfinato. L'opera favolosa... Iddio!... E si allontana di filare in filare una piccola ombra che canta... Gli scalzi non fan rumore sulla nuda terra. Si conoscon nomi e nomi e nomi... e le piccole strade non ne hanno. C'è la casa di un uomo; c'è il campo di un uomo, c'è come in chiesa, quando sei solo: il tuo cuore e il tuo spirito e un barlume immemoriale, come dal principio del mondo, fino a te.

Epperò chi passa sogguarda e raro è che le piccole strade si turbino. C'è un silenzio da core accanto all'umiltà della fatica. E le case e i quercioni segnano le tappe dell'uomo.


Perchè si ricordò di Spadarella?... Eran sei giorni che non la vedeva quel campanellino, quella piccola cosa del suo cuore.

Si ricordò di Spadarella. Disse: