Passarono giorni e giorni e, nella mente mia, la dolce e triste figura dello zio Cristoforo superò di gran lunga l’altra dello zio Giovanni che pure raccoglieva tutta la mia ammirazione. La prima mi era più vicina: l’amai; la seconda non destò in me che una meraviglia devota e non seppi vederla se non a cavallo, fra deserti di ghiaccio e turbini di fiamme. Se per l’una il mio cuore bambino si intenerì rievocando, per l’altra non provai che il fascino delle cose terribili e stupende.
Epperò detti il mio amore a colui che più mi era vicino.
Seppi poi di tutta la sua vita; la seppi da mia madre che novellava volentieri.
Zio Cristoforo non era un gigante come Giovanni; era piccolo ma forte. Aveva gli occhi celesti, i capelli neri e ricciuti; nè bello nè brutto; c’era nella sua faccia qualcosa che poteva piacere: una tristezza soavemente uguale che non mutava segno. Era gaio in compagnia ma non soverchiava la misura. Sapeva farsi amare.
Lo avevano avviato agli studi, e volevano farne un impiegato e cioè un uomo tranquillo che sa superare anche i desideri più modesti, e, a vent’anni, sa ciò che lo attende ai quaranta, poi ai sessanta, così fino alla morte. Volevano farne un uomo pacifico che si ammoglia di buon’ora, rinnova un vestito all’anno nel giorno sacro alla Pasqua, si lucida le scarpe, si compiace e si annebbia beatamente in tutte le meschinità provinciali e limita il suo mondo a un compito procreativo. Così avevano fatto i padri, gli avi e i bisavoli; così doveva far lui.
Allora l’autorità paterna era ferrea e i figliuoli dovevano ai loro genitori un rispetto quasi da schiavi. Essi parlavano al padre in terza persona evitando ogni termine confidenziale e ciò per mantenere la dovuta distanza fra il piccolo re e i sudditi involontari.
L’Anfiteatro di El-Djem.
Lo zio Cristoforo sapeva quale destino lo avrebbe atteso s’egli fosse stato ossequente alla volontà paterna; i frequenti consigli e le più frequenti parafrasi ai medesimi gli segnavano la via. Nessuno mai avrebbe dubitato ch’egli fosse per non seguire il cammino disposto perchè era un giovine taciturno che non si appalesava e, bocca muta è bocca sciocca, per le persone di buon senso.