— Del resto guardi, — ha ripreso, — queste sono tre fotografie di Adana che potemmo fare dieci giorni dopo i massacri. Vede come è ridotto il quartiere armeno?... Tutto una maceria fumante; non una casa è in piedi. Volevamo mettere in commercio queste fotografie a beneficio dei superstiti, ma non ci fidammo per timore di nuove persecuzioni e di nuove rappresaglie.
— Ma.... col nuovo regime?... — chiedo timidamente.
Mi guarda fisso poi scrolla il capo:
— Il nuovo regime?... Ah, signore!... Lei non conosce la Turchia!...
Segue un silenzio penoso, poi il mio compagno di viaggio mi offre le tre fotografie:
— Le tenga ma non le faccia pubblicare, per ora. Sono tuttavia inedite. Le tenga per sè, per ricordo.
Soggiunge poi che sarà ad Angora fra quattro giorni.
Il viaggio è lungo perchè le ferrovie turche dell’Asia Minore non compiono viaggi durante la notte per timore dei briganti che infestano quelle contrade.
Usciamo dal Golfo di Egina.