Mi siedo al caffè e attendo pazientemente qualcosa di insolito che mi scuota e ravvivi lo spirito mio.


Qualcuno mi parla di lui:

— Venite. È bene conoscerlo. È un uomo straordinario.

Non cerco di meglio. Si attraversa il ponticello e ci si presenta su la soglia di una bottega.

— C’è? — chiede chi mi accompagna ad un giovinetto fermo dietro il banco.

— Sì — risponde l’interloquito.

— Chiamalo. Presto!

Qualche minuto di attesa, poi si ode un passo cadenzato e, di repente, una lunga ombra si disegna nel vano di un’altra porta che immette in un giardino.

Eccolo. È lui!