— Che commedie son queste!... — gridò esasperato Domenico, il bisnonno che era un uomo risoluto e violento.

E già aveva fatto il gesto di afferrare una spranga appoggiata vicino all’uscio quando lo sconosciuto si fece innanzi, levò il viso, disse:

— Sono Cristoforo!

— Cristoforo!...

Nella stanza vicina si udì un rumore di sedie smosse, un sussurrio improvviso, poi un silenzio profondo. Tutti erano come impietriti.

Domenico fu il primo a riaversi. Allungò un braccio, trasse il fratello alla luce, lo guardò e gli chiese:

— Da dove vieni?...

— Di lontano — rispose Cristoforo e parlava sommesso. — Mancavo da diciotto anni; volevo rivedervi; domani ripartirò!

— A partire c’è tempo. Vieni avanti.

Entrò nella stanza e tutti erano in piedi a guardarlo, vinti dallo stupore smarrito che danno le cose inattese e prodigiose.