Non v’è turco che non sappia il greco, e ciò è necessario data l’inferiorità della razza turca in tutti i campi dell’attività umana. Ciò che tale razza possa essere domani, non so; certo è che la strada ch’essa dovrebbe percorrere è molto lunga ed irta di difficoltà.
Ma lasciamo di questo.
Tre briganti.
Smirne è il mercato al quale convergono i prodotti dell’Asia Minore. Le vie carovaniere si accentrano a questo punto. Tutto che può rendere il suolo mal coltivato e l’industria dei tappeti, diffusissima, si aduna a Smirne per poi proseguire su le vie del mare. Nonostante il brigantaggio esercitato con relativa sicurezza su vasta scala e tanto audace da spingersi fino ai sobborghi della città stessa, gli scambi con l’interno prosperano, specialmente per la magnifica industria dei tappeti che ha qui, per opera dell’Oriental carpets Co., una mirabile organizzazione.
Per tale continuità di scambi si adunano per i mercati e per le vie di questa città singolare, mezzo europea e mezzo turca, le genti più diverse le quali provengono dall’interno o sui cammelli o su certi loro carri primitivi a quattro ruote, dipinti in azzurro.
Giungono da paesi lontanissimi, dall’interno dell’Asia, per consuetudine secolare. Vien fatto di pensare, a volte, alle succinte descrizioni lasciateci da Marco Polo. Certo è che presso questi popoli poco è mutato dal tempo in cui il viaggiatore veneto li visitò.
Le stesse tradizioni, gli stessi costumi, le identiche consuetudini. Ho incontrato oggi tre uomini singolari, dalla testa compiutamente rasa. Avevano sul capo tre piccoli fez quasi microscopici, indossavano un costume a ricami d’oro.
Giravano per i bazar soffermandosi a guardare. La gente usciva su la soglia a sbirciarli.
Ad un tratto qualcuno ha emesso un grido; li ho visti in fuga. È incominciato un inseguimento furioso. Svoltando di vicolo in vicolo hanno tentato sfuggire alla gente che li rincorreva, ma i cani, questi orribili cani magri, famelici senza padrone, che popolano Smirne, si sono aggiunti all’inseguimento.
Quando si sono visti perduti, senza fiatare, tranquillamente si sono seduti su gli scalini di una moschea.