Incontriamo alcune piccole navi a vela. Sono ancorate al largo, chè l’acqua non supera i quindici metri di profondità. Attendono alla pesca delle spugne.

Un uomo nudo, stretta una grossa pietra fra le gambe, si lancia a capofitto nel mare, raggiunge il fondo, strappa le spugne e risale rapidamente.

Il pericolo è continuo, chè i pescicani sono abbastanza frequenti in queste acque.

Non più tardi della settimana scorsa un pescatore di spugne fu ingoiato fino alla cintola da uno squalo, il quale si affrettò a rendere la preda non appena sentì fra i denti la pietra che aveva servito da zavorra al disgraziato.

I compagni lo raccolsero cadavere informe.

Già, dal piroscafo, hanno segnalata Derna. Nulla si vede su la bassa costa, se non tre lunghe antenne; le antenne del telegrafo senza fili, impiantato da vari mesi da una Società Tedesca, la quale non potè poi servirsene stante i soliti procedimenti del governo turco, procedimenti che consistono nel tutto concedere sul principio per tutto ostacolare in seguito.

Ora sembra che le controversie siano superate e il telegrafo possa funzionare. Si tratta della Germania!

Se in suo luogo si fosse trovata l’Italia, a quest’ora, di fronte alla cortese passività dei giovani turchi, la partita non sarebbe risolta tuttavia.

Ma noi facciamo la politica della penetrazione pacifica, la quale politica, se dovesse essere definita garbatamente lo sarebbe ad un di presso così:

— Quella cosa per cui uno spende molti soldi per buscarsi qualche calcio a tramontana e dire: Grazie, e tante scuse!... —