— Lei mi deve promettere di non compromettermi.

— Comprometterla?

— Sì. Si tratta di un affare gravissimo. La mia posizione ne va di mezzo.

— Ma dica, dica e si fidi della mia discrezione.

Una pausa. La lettera è consegnata.

— Legga!...

E il nostro connazionale legge strabiliando, poi si stringe fra le spalle e se ne va raumiliato.

Nella lettera in questione il Governo centrale rimproverava aspramente il kaimakan per il suo poco patriottismo (parole testuali) e lo consigliava di non insistere troppo su certi punti, minacciandolo altresì di punizioni severissime.

Che dire dopo tutto ciò? Con quale coraggio insistere?...

E qui torna a proposito il terzo senonchè....