Se proseguivo indifferente udivo dietro le spalle, a quando a quando, risate di scherno e suoni diversi di significato non dubbio. Comunque sia, la mia tranquillità mi ha permesso di compire il giro di ispezione senza incidenti spiacevoli.
Gli arabi, generalmente parlando, trattano male le loro donne, non le hanno in maggior conto di una bestiola graziosa, o le baciano o le picchiano, non le ascoltano, non le considerano molto più di una cosa, le addomesticano come i canarini in gabbia, se ne stancano spesso e, quando ne sono stanchi, le scacciano; ma ne sono gelosissimi. La loro gelosia è pari al loro fanatismo e sarebbe men che prudente soffermarsi a guardare a lungo una donna, avesse pur questa, avvolto nella mano destra, il fazzoletto che distingue la femmina di malaffare da quella che vive nei casti ginecei.
Susa. — Strade sul mare.
Ora percorrere i quartieri della lussuria che si offre al richiedente non è cosa difficile, però conviene assumere l’indifferenza di colui che si trova a passare di là per caso e che non ha alcuna intenzione di offrire una colomba a Venere pandemia. Con simile atteggiamento se ne può uscire con le costole illese, che se a qualcuno passasse per il capo la malaugurata idea di andar donneando per simili quartieri, non potrebbe evitare una solenne bastonatura.
Aggirandomi così per i vicoli mal selciati e pieni d’ombra, nei quali, senza quasi ve ne avvediate in causa all’oscurità, vi trovate innanzi uomini che scivolano via silenziosi e che non avevate intravvisto; passando da tana a tana venivo rievocando la suburra di Pompei: le stesse angustissime stanzuccie aperte su la via e, ritta o seduta su la soglia o sdraiata, in fondo, sul giaciglio, la creatura indifferente che attende e tenta sorridere e non sa più e si angoscia in una smorfia tragica.
Ho cercato procedere con lentezza senza preoccuparmi degli urtoni piuttosto frequenti ricevuti casualmente dai frettolosi passanti.
Le stanze sono arredate quasi tutte ad un modo: un giaciglio o un divano, un piccolo tavolo, alcune stuoie e una lampada dalla luce raccolta che lascia intravvedere appena i volti e sì li vela e li accarezza e li avvolge da creare la fuggevole illusione di un lontano fascino giovanile. Lontano sì, chè, se pur giovani d’anni, son vecchie di corpo queste derelitte dai grandi occhi bistrati che hanno una luminosità falsa come certe gemme create ad arte.
Talune sono su la soglia, su la nuda soglia accosciate: il mento su le palme, gli occhi fissi e inebetiti. Non portano veli; hanno scoperto il volto e i capelli uniti e intrecciati a nastri rossi e gialli. Vestono un paio di brache, un corsaletto a colori vivaci, una maglia; hanno le unghie rosse, tinte con l’henne; le sopracciglia unite da una linea nera trasversale, sono dipinte e tatuate. Maschere inespressive a volte, a volte feroci, pietose sempre.