E mi allontano, mi allontano.

Tale è il destino del viandante.

Sorgere, tramontare, di terra in terra; raccogliere qualche fiore; vivere brevemente la vita delle varie genti; andarsene con un ricordo dolce nell’anima; lasciare, forse, nell’anima altrui un ricordo altrettale.... non più.

Qualcuno saprà di avervi veduto; qualche altro penserà di non avervi saputo che in sogno. Non rimarrà di voi che l’eco di una parola o di un sorriso così come la luce di un astro remoto che vi brilla negli occhi ma serba il suo segreto.

E mi allontano sempre più. Ecco un attendamento di beduini; quattro fanciulle cantano ad una pozza e sciacquano i loro panni.

Sfax. — Un arrotino.

Kairuan non è più di un nido di rose fra i grani ma io vedo tuttavia una piccola porta moresca, rossa come il fiore del melograno e, nel primo lucore dell’alba, mentre sono per varcare la soglia l’ultima volta e per sempre, rivedo Chadliia, prona, la faccia su la terra, piangere nella pena de’ suoi quattordici anni.

Povera cara usignoletta! Nessuno aveva pensato mai ch’ella avesse un’anima e allo straniero che non la volle schiava aveva dato tutto il suo amore riconoscente.