Un giorno la vecchia schiava che la teneva cara quanto una figlia, ricorrendo il quindicesimo anno della fiera giovinetta le disse:
— Selìma tu sei sola; che ne sarà della tua fortuna se invecchi senza figli? Pensa a sceglierti un uomo fra quelli della nostra tribù. Ve ne son cento che morirebbero contenti solo per averti baciata.
Selìma scrollò le spalle sdegnosamente e non voleva; ma disse poi:
— Ascoltami, Fatma: io non sceglierò un uomo che ad un patto!
— Quale?
— Ascolta. Io sarò di colui che pur essendo giovine e forte e nel pieno possesso della sua vita, saprà resistere al fascino della mia bellezza.
— E come?...
— Egli dovrà farmi vento per un’intera notte essendo io distesa sul mio giaciglio compiutamente ignuda e non dovrà dir parola nè guardarmi con desiderio.
Fatma scrollò il capo e tacque ma la nuova del patto singolare si sparse rapidamente fra i giovani della tribù.
Nel giorno che seguì si presentò il primo concorrente. Era un giovine gagliardo, alto, dalla barba rossa, bello come un nazareno.