— Sì.
— Potrà parlare?
— Forse sì.
— Ah!... — Una speranza si fece largo fra la tenebra improvvisa.
Ed anche il prete venne e dietro di lui la Gilda vestita di nero. Aveva la pezzuola calata su la fronte. Passò muta fra l’indifferenza degli astanti, non salutò e non fu salutata. Ristette in piedi, vicino al capezzale, le braccia pendule e le mani incrociate. Sul volto di lei non era se non la sua continua smorfia sdegnosa.
Ora tutti erano intenti a seguire l’opera del medico. Non rifiatavano. Vi fu un punto in cui il rantolo di padron Cecco si affievolì e si spense. Allora le donne mormorarono:
— È morto!...
E già il prete si chinava sul capezzale e dietro di lui la Gilda, quando il morituro ebbe una subitanea scossa, levò un poco il capo, aperse gli occhi:
— Parla, parla!... — susurrarono le donne protese. — Parla!... Potrà far testamento!
E tutti si fecero innanzi togliendosi il cappello e richinando umilissimamente la faccia. Vi fu chi disse: