Rilesse le ultime lettere che le aveva mandato da lontano e il tempo le scorreva sì rapido che appena le pareva di essere entrata nella stanza quando udì qualcuno che bussava alla porta.
Ebbe un atto di impazienza; le gote le si arrossarono all’improvviso, volse il capo a domandare:
— Chi è?
Una voce umile rispose:
— Sono io!
— Che vuoi?
— Ti disturbo?...
— Vorrei rimaner sola!
Trascorse una pausa. La stessa voce riprese ancóra più sommessa:
— C’è una lettera per te.