E dopo tanti e tanti mai anni erano quasi vecchie ad un modo la madre e la figlia; e la buona gente ne rise e le chiamò, “le scimmie„.
L’ORA GRIGIA.
Ormai don Pietro viveva d’accatto e poco usciva e quando gli toccava di andare da un luogo all’altro allora il povero prete si faceva piccino, si accappucciava e seguiva le prode dei fossi senza fermarsi mai, senza rivolgersi mai, senza ascoltare e senza rispondere e senza vedere le facce grifagne de’ suoi persecutori.
Un prete era una macchia nera in quei paesi di rivoluzione, e don Pietro sapeva questo. Egli era in peccato continuo e nessuna acqua lustrale poteva mondarlo della sua colpa originaria. E sì che se per miseria si poteva essere apostoli del Signore, egli era uno di questi; chè non aveva mai toccato prebende e doveva viver di un nulla come la lucertola, tantochè la sua vecchia serva lo chiamava:
— La furmighina del Signor! (la formichina del Signore!).
E don Pietro:
— State zitta, Costanzina, chè siamo tutti di un alzòne!
E voleva dire: — Siam tutti pari, tutti ad un’altezza, tutti poveri ad un modo.
Coltura no, non ne aveva, povero don Pietro, ma era vecchio di quasi ottant’anni e se qualcosa aveva imparato, al tempo de’ suoi dubbi studi, questo qualcosa si era smarrito per la lunga via.
Be’, nessuno gli rimproverava la sua semplicità, chè le sue rarissime conoscenze erano del suo stesso candore.