— Si può vedere?

— Venite!...

E Maiore e Pietro e Benedetto s’accostarono alla bocca del forno. Puntèrla li guardava fare.

Com’ebbero aperta la serranda Maiore disse a Pietro:

— Va a prendere il lume!

Venne il lume e Maiore lo legò in cima a una pertica.

— Ma che avete fatto?... — domandò Punterla, e stralunava.

I tre fratelli si volsero a guardarlo, stupiti. Non risposero.

Maiore spinse la lampada nel forno. Apparve l’ombra del vecchio, appoggiata all’incurva parete, ma il volto non si vedeva, non si vedeva che il corpo rattrapito, risecchito.

— O vecchio?... — chiamò Maiore. Passò un silenzio e padron Veli non rispose a quella e alle nuove chiamate. Allora Maiore levò la lampada fin presso il volto del taciturno e, nella luce rossastra, l’orrendo volto apparve di un subito, come dal fondo di un sepolcro millenne. Non era più inchiodato al petto, ma levato fino alla vôlta del forno e gli occhi erano sbarrati e i capelli irti e le mascelle contratte e la bocca socchiusa e stirata sulle vuote gengive. Impietrito nello spasimo era segnato nei solchi e nell’ossa e nella cavità profonda, da una forza spaventevole.