— Va a vedere.

Scure si volse pieno di spavento, e lo guardò senza intendere.

— Va dunque, sogni?

— No no.

Malocchio si lanciò, aprì i cespugli cercando ovunque, poi si rivolse all’altro che lo guardava muto ed alzò le spalle. La strega era scomparsa.

IV.

Quand’ella si sentì ferita riacquistò tutta la sua lucidità mentale e l’energia prima che la spinse all’azione; approfittando dell’istante in cui Scure aveva lasciato cader la lanterna, s’internò curva e rapida come un lepre fra la macchia. Sentì che la ferita era mortale, presso al cuore; vi strinse con le mani rattrappite il grembiale perchè il sangue non uscisse.

Un affanno, un gorgoglio dentro la gola, la soffermarono qualche volta.

Le sue labbra mormorarono: — Innocenzo! — Le pareva ch’egli la dovesse udire, ch’egli la vedesse avvicinarsi ferita, morente per riconoscenza, senza rimpianto alcuno.

Sentì indebolirsi, ma la casa era vicina, la vedeva. Il grembiale era inzuppato, ed il sangue le scese lungo le vesti; fece qualche passo, poi in un impeto gridò: — Muoio muoio — e cadde. Guardò: ancora poco cammino e sarebbe giunta.