Il vecchio lo urtò col pugno e rispose:

— Va innanzi, bestia.

Scure sentiva l’avvilimento di tutte le umiliazioni; il suo essere malvagio lo dilaniava; si sarebbe ucciso serenamente, con gioia, pur di sfuggire al suo nemico; non voleva implorare la morte, l’avrebbe pretesa come un diritto.

Ancora, poichè vide la casa a pochi passi, si arrestò e questa volta gridò con forza:

— Innocenzo, per l’anima tua, ammazzami!

L’altro l’attanagliò al collo con la mano e lo spinse verso la porta.

Stava ivi, ripiegato dolcemente il capo, Malusa, serena ancora nella morte. Presso lei eran fiori di nepitella e sulla sua veste, macchie di sangue. Sorrideva.

Disse Innocenzo.

— Vedi?

L’altro poi che la riconobbe tentò indietreggiare, con orrore.