dodici stelle e tre raggi di sole...»

Nella mente le fiorì la dolce serenata. E ancora:

«In quel lettuccio dove dormi sola

senza piacere e senza pensamento...»

Udì nella mente la voce sola dell’amatore e le riprese del coro in intrecciamenti di terza e l’armonia soave l’avviluppò come in un abbraccio. Sorrise e guardò intorno con gli occhi intensamente animati di vita.

Quando, un lieve sibilo le giunse, poi una chiara voce, come d’argento, cantò due versi cogniti alla sua memoria:

«... Anzi per chi ti vede e chi ti sente

la primavera non finisce mai...»

Sorse in piedi d’improvviso e guardò fra le rame scrutando.

Poi alzò le braccia per sentir quasi più attivo il suo essere e rispose con un gorgheggio di gola.