Stettero con un po’ d’imbarazzo, poi siccome ella si sentì un po’ stanca (le parve di aver camminato per i sentieri più ripidi, verso le vette bianche, le sommità votate alla pura neve) disse:

— Sediamo?

Egli acconsentì. Sedettero accanto. Ancora egli novellò del mare, il fratello di Giovanni l’aveva traversato due volte.

Così la sentiva vicina, pulsare come una giovane canna presso acque, nella sua mente s’infiltrò il turbamento invadente dell’ebbrezza. Aveva come volontà di sorriso, eran ne’ suoi muscoli contrazioni spasmodiche involontarie, in fondo agli occhi suoi era un sogno ardito, una volontà quasi incosciente, forte per tutta la materia viva, per il rapido sangue fluente per le vene con ardore di febbre.

— Ci sei mai stato al mare?

— Sì.

— È bello?

— Sì; non ha fine mai.

Ella rimase con istupore; dopo una pausa sussurrò:

— Mi piacerebbe andarvi.