«Bella che state in una stanza d’ambre,
in d’una piccol sala di moneta,
le vostre carni son di latte e sangue,
le vostre vesti, filaticcio e seta...»
Disse il giovane ridendo con le braccia tese:
— Rispondi rispondi rispondi!
Ella si tacque e si appoggiò tutta su di lui chinando il capo.
Il cielo parve abbassarsi, bianco, come tutto un drappeggio di veli, passò la voce stridula e continua delle cicale.
L’estate, l’estate piena, vibrante, possente, fu su di loro estrema forza di fecondazione.
La volontà della madre natura s’impose.