— Va bene zia; verrò in salotto. —
La zia Emma riprende la lettura interrotta; Toti, nella stanza vicina, guarda miss Edith che è ferma innanzi allo specchio. Egli è ancora seduto sul letticciuolo, ed attende.
Quanto tempo impiega quella benedetta figliuola! Ora si passa la cipria sul viso; ma quale soddisfazione può provare mai a infarinarsi tutta in quel modo? Vorrà forse nascondere le macchioline rosse delle quali ha cosparsa tutta la pelle.
— Signorina?
— Toti?
— La zia Emma mi aspetta.
— I am ready! (Sono pronta).
— Anch’io sono pronto. Debbo solo mettermi le scarpe e mettermi la cipria sul viso.
— Toti! You are unkind! — (Siete scortese).
Toti abbassa gli occhi e tace. Perchè mai non è stato cortese? Gli sarà forse vietato di darsi la cipria? Quando sarà grande vorrà levarsi questa soddisfazione tutti i giorni. Per ora la sua vita è un continuo divieto; questo non si può fare, quello non si può fare, di mille desiderii che gli nascono può soddisfarne solo qualcuno e con quanti stenti!