— Non lo so. —
Tutto è lucido, anche i pavimenti che sembrano specchi e attutiscono il rumore dei loro passi, sì che pare di andar su la lana. Nella prima stanza passano a testa china perchè hanno intravisto sui muri certi ceffi, chiusi in tante finestre d’oro, i quali non sono affatto rassicuranti; nella seconda si stringono ancor più a fianco a fianco, per una figura tutta bianca ritta in un angolo sopra un piedistallo, e quando sono per entrare nella terza, si soffermano e si nascondono tremando, dietro le portiere semicalate.
— Hai veduto? — sussurra Celestina.
— Sì.
— Ora ci mangia! —
Dopo una breve attesa, Rando sporge nuovamente il capo e si ritira pieno di spavento. Stanno rannicchiati in un angolo e non uscirebbero più dal loro nascondiglio se non li intravedesse un servo che passa.
— Che cosa fate lì?
— Niente; abbiamo paura.
— E di che cosa?
— Della bestia.