Un lembo della tovaglia si solleva; Rando e Celestina sogguardano.... (pag. 145).

Dalle suore ha imparato con somma facilità tutto un repertorio di sermoni e di canzoncine sacre, ch’egli modifica e fonde a suo piacimento, aggiungendovi considerazioni e intercalandovi pensieri di vario stile e d’indole disparatissima. Nè si fa pregare a fare sfoggio della sua scienza chè, se ne viene richiesto, scioglie tutta la parlantina con somma facilità, poco curando la logica e il buon senso, contento di infilar le parole una dietro l’altra come tante perlette in un fil di seta.

Ninì ha due grandi occhi rotondi a fior di pelle, ch’egli apre smisuratamente quando sta per parlare, e pare che partecipino alle vibrazioni acute della vocetta acerba. L’insieme del suo visetto è piacente e ridevole per la continua espressione tutta particolare di serietà burlesca.

Ninì strascica l’esse e non sa pronunziare la zeta, la quale non entra affatto nel suo alfabeto. Possiede tutte le qualità per riuscire simpaticissimo. I compagni suoi ridono al solo vederlo ed egli ha la virtù di non scomporsi, anzi, a volte, ride anche lui, senza altra ragione se non quella di imitare i compagni.

È famoso per le sue frasi che rimangono celebri nel mondo de’ suoi coetanei, i quali lo amano e cercano di averlo, quanto più possono, vicino.

Questa è la ragione per la quale gli inviti gli piovono: senza Ninì non c’è festa che possa riuscire compìta. Egli è un complemento del buon umore.

D’altra parte non v’è persona o ambiente che lo preoccupi o lo impacci; egli è sempre padrone di sè stesso e non si trattiene dal fare le sue considerazioni o dal ripetere, senza intenderne il senso, l’ultima interiezione che ha udito per la via, passando.

Quel giorno, prima di uscir di casa, ha avuto un piccolo scapaccione solo perchè si era voluto rendere utile. Eterna ingratitudine! Quando suo padre è ritornato, Ninì gli è mosso incontro tutto lieto, per comunicargli la buona novella:

— Papà, oggi ho pulisciato il tuo studio, ho mettato tutto a posto, non ho rompato niente e ho chiudato la porta. —