Quantunque la loro posizione non sia invidiabile, ora potranno destreggiarsi.... (pag. 152).
Miranda ha quattro anni; a sessanta, modificate alcune apparenze, sarà forse perfettamente uguale.
Ella sdegna rivolgere la parola a Rando — il quale non se ne offende troppo — e siccome alla destra di lei è seduto Ciuffolo che proprio allora è occupato ad affondare tutte le cinque dita nella midolla del pane quasi a misurarne la profondità, ritiene opportuno, per non offuscare la sua dignità, di mantenere un silenzio contegnoso e compassionevole. Ah, la miseria degli uomini è grande!
La natura di Miranda tende un pochetto al tragicomico. Le sfuriate che sua madre, donna orribilmente gelosa e tempestosa, fa settimanalmente al suo miserando compagno, uomo tranquillo e fidato, le hanno dato il precoce gusto delle lacrime e dei sospiri. Ella studia già l’effetto che può produrre, e riesce gradevole come una stonatura.
La sorte ha posto Anatroccolo alla sinistra di Dorry. Il povero figliuolo non sa come atteggiarsi e dove guardare. Per nascondere un poco le miserie del suo enorme giubbone che cade a brandelli, vi ha spiegato sopra il tovagliuolo, e perchè non abbia a cadere se lo è annodato al collo; così non foss’altro, ha assunto un aspetto meno stridente.
Dorry gli ha rivolto la parola e, per sua maggior confusione, per quanta buona volontà vi abbia posto, non è riuscito a capir nulla di ciò che la bella bimba gli ha detto. Carciofo che siede fra Doretta e Marinella tiene gli occhi fissi sul piatto ostinatamente, ed ha le ciglia aggrottate e l’espressione di un uomo che volga per la mente pensieri terribili.
Toti, Marinella, Orsetto, Fauvette ridono e parlano ad alta voce; Ninì leva le braccia e grida ad un cameriere che passa:
— Ed io ti dicio che ho fame! —
Giacomino, l’astuto monello dai piccoli occhi furbi ha attaccato alle spalle di Adalgisa un fazzoletto rosso e, insieme ai compagni, motteggia l’istrice domestico che si arruffa sempre più, minacciando future rappresaglie.
Anselmuccio ha già fatto scomparire nelle sue ampie tasche la minuta del pranzo decorata da un fregio delizioso che Gugù, la squisita interprete dell’anima dei bimbi, ha voluto disegnare in onore di Toti. Anselmuccio sa che fra qualche giorno quell’oggetto assumerà un valore di scambio, straordinario, e, da buon calcolatore, lo pone in serbo per servirsene a tempo opportuno.