— Venni io.
— E Suor Lucia tornò subito in città?
— No, rimase due giorni da mamma Tuda, poi condusse qui Arabella.
— E da quel giorno non l’hai abbandonata più?
— Ho vegliato sempre.
— Che cosa aspetti?
— Aspetto la stella. —
Toti non chiede più nulla; china gli occhi attende. Attende la sera; può darsi che nell’ora del crepuscolo compaia il liberatore, colui che deve salvare Allodola.
In tutti i cuori è tale senso di aspettazione; il miracolo deve compirsi.
Esiste un mondo lontano oltre il mondo che essi percepiscono, e in quel mondo lontano si accolgono le cose più belle. Ha i suoi primi confini all’estremo limite della terra e dei cieli, ed è corso da spiriti ai quali nessun potere è negato. Pochi vi possono giungere; è tanto aspro il cammino, sì grandi sono le difficoltà che lo accompagnano, conviene superare tante e tante prove, che tutti coloro i quali seppero attingerne la soglia ebbero l’onore di una fiaba o di una leggenda. Laggiù sorgono i palazzi d’oro, le foreste lucenti che rischiarano le notti, le reggie non vietate ad alcuno; laggiù sono le corti di gioia nelle quali i giorni trascorrono fra sollazzevoli ritrovi.