— Ma ti bastona sempre, quella vecchia strega?
— Sempre. L’altra notte, quando tornai a casa, mi aveva già preparato l’olio di ricino, e quella fu la mia cena. Ah se potessi trovare il mantello di Leonbruno!
— Lo troverai perchè il buon Dio ti aiuterà. Io parto, Anatroccolo, non mi dimenticare, e scrivimi. Addio.
— Addio. —
Dopo un affettuoso abbraccio, Toti è partito di corsa. Anatroccolo rimane solo. Raccoglie l’involto, si aggiusta sul capo il berretto da soldato e lo stira bene perchè non faccia una piega, si abbottona il giubbone che gli sorpassa le ginocchia e così, tutto in ordine, si avvia verso le scuderie per uscire.
È contento perchè, dato il regalo di Toti, almeno per quel giorno la zia Geltrude non lo picchierà.
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Toti è passato da Marinella e l’ha trovata intenta a racchiudere in una grande scatola tutte le sue bambole.
— Parti?
— Sì, vado a Cattolica.