Nel salottino sono raccolte le tre sorelle Pierini: Marta, Maria e Maddalena, brutte e stecchite come le camice insaldate del babbo. Vicino a loro troneggia la signora Pepè, gialla e tonda come una melarancia.
Lo fanno sedere sopra una grande seggiola di fronte alle sorelle Pierini; un’occhiata severa della zia lo avverte che non deve muoversi e non deve fiatare.
Il supplizio incomincia. Toti assume l’aria stanca di una persona malaticcia.
Le signore parlano di matrimoni e Toti ascolta, guardandosi le scarpe.
— Che cos’hai, Toti? — gli chiede la zia Emma.
— Niente.
— Com’è bellino! — esclamano le sorelle Pierini — e deve essere tanto buono!
— Sì, io sono buono, — risponde Toti — ma qui mi annoio! —
La zia Emma freme, e le tre sorelle esclamano ridendo:
— Caro, caro, caro! —