Contuttociò Rando non la degna di uno sguardo ma Celestina non se ne accora, anzi se Rando le parlasse, la ragione dello stupore di lei verrebbe a cessare.
Poi ne seguono molti altri in mirabile varietà; vanno appaiati: Nicoluccio e Doretta; Lola dalle gambe torte e Miranda dal naso a virgola; si volgono a quando a quando a considerare il viso di Suor Lucia.
Fra i più grandi, Toti osserva Adalgisa, una monella spinosa come un istrice, bruttina, palliduccia, dispettosa. Ha una pamela striminzita, ornata di girasoli e rosolacci; nonostante la goffa ineleganza della sua veste, va scutrettolando e si pavoneggia reggendosi un lembo della gonnelluccia disadorna.
Sono alla soglia della chiesa; Suor Lucia grida:
— Fatevi il segno della croce! —
Tutti eseguiscono, borbottando parole incomprensibili. Poi entrano; taluni distratti, altri assumono atteggiamenti di sùbita compunzione. Rando col suo enorme cappellino in capo e le mani annodate dietro le reni, si è fermato presso Suor Lucia che si è inginocchiata ai piedi della pila dell’acqua benedetta.
Osserva un ragno che sale per le vesti di Suor Lucia. Celestina è presa dalla stessa ammirazione; ad un tratto, vinta dalla curiosità, chiede al compagno:
— Che animale è quello? —
Rando si concentra, corruga le ciglia, cerca una parola grande che ha udito qualche volta e che deve adattarsi all’occasione; dopo qualche minuto, senza scomporsi, con la gravità di un vecchio scienziato, risponde:
— Quello è un mammifero! —