— Allora non conosce sua madre?
— Sua madre è stata uccisa dai cacciatori.
— Dai cacciatori!
— Sì, era una lupa! — risponde Toti con tutta semplicità. Orsetto sente il suo cuore battere sempre più rapidamente; ma di che cosa si tratta dunque? Zulù è un ragazzo o una bestia? Marinella si accorge della paura del compagno, e per incorarlo gli si accosta, lo abbraccia e gli mormora con voce materna:
— Non aver paura. Non ti ricordi? Anche Romolo e Remo erano figli di una lupa ed hanno fondato Roma! —
Pare che l’originale trovata abbia efficacia anche sul timido cuore di Orsetto.
— Corriamo? — propone Toti.
— Sì, corriamo. —
La strada è facile, il pendìo dolce. Traversano rabbrividendo una macchia che si schiude al loro passaggio, e si trovano in un’aia; proseguono in mezzo ai prati, poi fra le vigne, di sentiero in sentiero, senza voltarsi mai, senza pensare alla strada percorsa; i loro occhi son fissi lassù, dove cominciano le roveri della selva, dove l’anima loro è giunta già ad esplorare.
— Quanto è lunga la strada! — mormora Marinella ad un tratto.