— Buon giorno, buon Dio, che mandi il sole e le rondini. Voglimi bene come io te ne voglio; pensa alla mia povera mamma e che tu sia benedetto! —

Miss Edith lo ascolta con gli occhi chini; la sua bocca sottile trema un poco, come per l’impeto di una parola dolcissima che non voglia pronunziare.

Eccolo libero, finalmente! La signorina gli ha fatto indossare un vestituccio bianco e turchino alla marinara; i bei riccioli biondi gli tremolano intorno al viso in una corona lucente.

— Posso andare, signorina?

Yes, dear. (Sì, caro). —

Toti si avvia di corsa, ma, giunto alla porta della stanza, si sofferma peritoso, e si volge a riguardare.

— Mi raccomando, miss Edith, l’elefante lascialo sotto il letto; è un animale d’indole cattiva e non può andar d’accordo col porco.... —

Si arresta. Gli occhi dell’istitutrice sono cresciuti a dismisura, e lo fissano in aria di rimprovero. Si riprende:

— Il porcellino è dentro la scatola gialla. Ieri sera ha partorito....