— Sì, finiscila! Non vuoi ascoltare la verità! Perchè ci hai condotto in questo paese pericoloso?
— Ma siamo a tre passi da casa!
— Lo dici per farci coraggio, chi sa quando arriveremo e chi sa se potremo arrivare! Abbiamo smarrito la via, siamo in mezzo a una foresta e la notte è tanto buia, che non si vede dove si mettono i piedi!
La voce muore in un lieve singhiozzo; Toti avanza senza por mente ai terrori della compagna; ha già troppo da combattere il suo timore per guidar sè stesso attraverso alla macchia; Orsetto è vinto dallo smarrimento, e segue gli amici senza fiatare.
Le voci di chiamata che avevano udito dapprima ora non si sentono più.
Solo due piccoli lumi animano ancora la speranza ed il coraggio di Toti; si vedono su la costa del monte opposto, la notte li fa più lontani, ma splendono tuttavia come due fari benefici. Poter giungere fin lassù di un balzo! Avere un gran paio d’ali e volare come si vola nei sogni! Ma la strada è lunga ed aspra, bisogna scendere verso l’estrema oscurità del torrente. Ogni qualvolta si spinga un po’ innanzi, ode la voce impaurita dei compagni:
— Toti, Toti!... dove sei? —
E ciò basta per accrescere a mille doppi il suo turbamento; è come se una corrente elettrica lo percorresse dal capo ai piedi d’improvviso, non sa più orientarsi, sente mozzarglisi il respiro, chiude violentemente gli occhi; gli pare che una gran mano si sia protesa dalle tenebre a ricercarlo. Se i compagni non l’aiutano, la lena verrà a mancargli; si sente piccino piccino sotto la notte paurosa.
— Stiamo uniti, camminate vicino a me; arriveremo a casa presto.
— Suor Lucia è già partita, — mormora Marinella singhiozzando — andrà a casa a dire che ci ha perduti, e domani ci crederanno morti! —