E Assunta Rosa avrebbe voluto chiedere la semplice risoluzione di tutto quel dire, ma non si attentava.
La sua era una povera voce umile, di creatura ignorante, che avrebbe stonato in quell’ora.
Il discorso finì. Giovannello se ne andò distratto, senza salutare. Il vecchio era troppo oscuro e non avrebbe risposto alle domande di lei. Rimase sola, si guardò attorno, sentì d’improvviso la grande cappa del silenzio. E un timore indefinito spuntò in lei come una mala nebbia.
Un giorno discese nell’orto per interrogare Pietro Aresu, ma ritornò in casa senza essere riuscita a chiedergli nulla. Perchè non le parlava, Giovannello? Ma se le avesse detto:
— Zia.... c’è questo e questo.... io andrò.... io farò.... — Sapeva bene ch’ella avrebbe risposto sempre:
— Sì.
Una sera il vecchio le disse:
— Assunta, il tuo Dio mi ha ascoltato e morirò contento!
La cosa era tanto insolita ch’ella sbalordì. Pietro Aresu non si confidava mai. Che poteva avergli aperta l’anima a quel sorriso? E attendeva da Dio una soluzione.
Ed ecco che un giorno Giovannello la chiamò, tutto festevole: