Sopraggiunse una notizia laconica ed oscura. C’era stata battaglia e molti morti. Quanti? Quali? Non c’erano nomi; non si sapeva nulla. Pareva che i bersaglieri si fossero votati a un grande, tragico olocausto.
Per due giorni Pietro Aresu e Assunta Rosa non sedettero a tavola. Fu un’austera vigilia. Alla sera del secondo giorno, come stavano per salire alle loro stanze, udirono il tinnire del campanello.
Pietro Aresu fu alla porta di un balzo. Era un telegramma. Lo aprì. Assunta Rosa gli stava vicino.
— Che dice?
— Nulla!
— Sta bene?
— No.
— No?...
Pietro Aresu richiuse la porta e si avviò lentamente trascinando i passi.
Assunta Rosa lo seguì fino alla stanza a terreno. Quando furono di fronte, soli, gli chiese: