Fra le scarse palme, su le dune più alte, in tutta la vastità del campo trincerato era trascorsa la pace. Solo, su le trincee ciclopiche, passavano e ripassavano le ombre delle sentinelle. Un cerchio di uomini vigili era intorno intorno. Si muovevano essi su le sabbie, inavvertiti, contro la volta notturna.

Qualche stella che brillava più basso, fin su l’ombra di una duna, poteva trarli in inganno e irrigidirli nell’attesa e così il tinnire dei reticolati percossi dall’incauto che v’incappava; ma il primo dubbio era tosto risolto dalla persistenza dello scintillio rossigno ed il secondo anche, chè un subito mugolio indicava il trascorrere di un cane affamato. Le ore si trascinavano a stento quasi che il sonno le cogliesse per via e il loro andare fosse interrotto da pause.

La città della guerra giaceva nel suo vigile riposo avendo intorno l’avida brama e l’urlo della barbarie. Ma pure qualcuno non s’era inchino tuttavia su lo sparto o su la sabbia a cercarsi il consueto giaciglio e, alla poca luce di un cero, o di una lanterna, curvo su di una cassa vuota o su due zaini sovrapposti, scriveva ai lontani, al di là del mare.

Altre ombre si aggiravano intorno alle tende del Comando e ad un fonducco, nel quale giacevano promiscuamente i prigionieri. Un giovinetto berbero, appoggiato allo stipite della porta, guardava la notte, impassibile come se non fosse in prigionia, ma sull’entrata della sua tenda al limitare delle Hammade.

Era in quel suo giovine volto come una volontà assidua che ne impietriva il segno, sì che nè sorriso, nè dolore, nè altro sentimento aggallava dall’anima a tale specchio muto ed arcigno. Aveva l’occhio freddo ed acuto dello sparviero e di indoma fierezza. Immobile da lung’ora parea attendesse dal cuor della notte un suo misterioso messaggio, attraverso allo spazio taciturno. Due soldati l’osservavano in disparte, e quegli che doveva guardare la preda umana gli passava dinnanzi nel suo breve giro squadrandolo come chi poco si fida poi che poco intende.

Poi qualcuno sopravvenne correndo. I tre soldati di guardia al fonducco si volsero contemporaneamente dalla parte da cui giungeva il busso dei piedi. Una voce chiamò:

— Cartesi?... Amendoli?...

— Presente! — risposero due voci forti.

— Venite subito!... Vi si vuole al Comando.

— Pronti.