Maddalena alzò una spalla:

— Cosa vuoi che ti dica, io? Urlano, non si capisce niente! Ho sentito che parlavan di soldati e di guerra. C’è anche il tuo Giorgio.

E si avviò ciabattando verso le stalle.

Rinotta rise da prima, per l’accenno della serva, poi non cantò più. Una lieve increspatura le era passata fra ciglio e ciglio.

La luce era quasi morta e già Lorenzo, il garzone, aveva accesa la sua lanterna e si avviava ai magazzini.

Come ebbe raccolte le oche e chiuso il pollaio; Rinotta ristette pensosa: doveva salire alla sua camera e non farsi viva o non era meglio sapere quale gran male era toccato a Giorgio?

Stava in forse quando udì il bubbolio di una sonagliera e tre colpi forti sul portone, dal canto dell’orto. Corse ad aprire al Vecchio.

Come la cavalla varcò l’andito ed entrò nella corte, trascinando lo stinto bagherino a mantice, ogni vociare fu spento. Solo si udì ancora l’aspra voce di Giorgio urlare:

— Io me ne infischio del Vecchio!... Io, devo andar via e non lui!

Un puledro annitrì nella stalla e si udì il tubare dei colombi su la loro torretta roggia, sopra la casa.