E gli stringeva il capo fra le mani e lo guardava negli occhi.

— Non lo dire!... Non lo dire!... — ma la voce di lei si affiochiva nel pianto.

— Anche le tue sorelle ti volevan vedere!... Ti salutano. Va.... va, creatura mia!... Via e Iddio ti benedica!...

L’adolescente era scosso dai singulti e l’altra ripeteva dolce, a pena, accarezzandolo sempre, nella sua bontà sconfinata:

— Iddio ti benedica, figliuolo!... Iddio ti benedica!...

Allora Giorgio degli Antoni si levò dal suo covo, uscì dal suo covo come chi si ridesti sbalordito da un orribile incubo e camminò adagio da prima, poi più forte, più forte, fin che corse, corse lontano dove nessuno l’avesse veduto, dove nessuno mai avesse potuto sorprenderlo. E la dolce voce insisteva in lui:

— Iddio ti benedica!... Iddio ti benedica!...

E quando fu solo gettò il fucile lontano, si lasciò cadere in un angolo e, rattrappito in sè stesso, si sciolse in un gran pianto, così, come quando era fanciullo e non sapeva che il sole e il suo piccolo cuore che soffriva.

VI.

Lo seguì sempre. Gli pareva che l’altra gli parlasse. Ormai egli non era più di sè stesso ma di quel fanciullo e della madre lontana che gli era apparsa nell’umile veste nera, nell’attimo più tragico della vita di lui.