— Savoia!...
La parola, moltiplicata da cento impeti, si convertì in un grido enorme che saettò come un gran brivido per l’aria, via, con la massa precipite:
— Savoia!... Savoia!...
E da ogni singolo ardore sorse un’anima smisurata. La falange avanzava rapidissimamente sotto il fuoco del nembo barbarico d’un subito immutito; saliva le dune, superava ogni valico, trabalzando, sospinta via da un prodigioso ardire e il grido terrifico la precedeva come la raffica innanzi la nube olivigna.
Furio Valerio era primo tra tutti. Agile come l’antilope, superava la sua gente. Ombra gli era alle terga. Cozzaron primi contro l’oscuro baluardo poi fu la mischia e la rotta dei fedeli d’Asrael.
Or come i soldati sostarono al comando e si rivolser d’intorno e si ricercaron con gli occhi, due uomini mancavano al muto appello: Furio Valerio e Giorgio degli Antoni.
Ogni ricerca fallì. La sera, alle trincee, li dettero come sperduti fra il silenzio del cielo e del deserto.
VIII.
Ancora il fanciullo implorò con la sua voce dispenta:
— Lasciami qui. Viene il buio.... non arriverò alle trincee!... Salvati!...